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Angoli orientati e definizione delle funzioni goniometriche
Lorenzo Roi
Copyright 2006 www.lorenzoroi.net
Presentazione
In questo notebook intendiamo dapprima introdurre la misura di un angolo orientato estendendola all'insieme dei reali e successivamente definiamo le funzioni goniometriche del seno, coseno e tangente studiandone i grafici e le periodicità.
Funzioni e comandi utilizzati
Le istruzioni seguenti vanno caricate prima di procedere al calcolo delle celle di input di questo notebook.
Estensione delle ampiezze di un angolo
La misura dell'ampiezza di un angolo è comunemente espressa da un numero reale compreso nell'intervallo
se espresso in radianti oppure, se intesa in gradi, la misura appartiene all'intervallo
. Come per i segmenti anche per gli angoli è comunque possibile introdurre una orientazione o verso e quindi assegnare valori positivi o negativi all'ampiezza corrispondente.
Identificato quindi un lato dell'angolo (che è una semiretta) con il semiasse positivo delle
di un sistema cartesiano isometrico di origine
, potremo assegnare un verso all'angolo appena sia dato il secondo lato. Difatti, partendo dal semiasse positivo e muovendoci in verso antiorario fino ad incontrare l'altro lato, introduciamo la convenzione che associa all'ampiezza di quest'angolo un valore positivo. Se invece, sempre a partire dal semiasse positivo ci muoviamo in verso orario fino ad incontrare il secondo lato, l'ampiezza corrispondente dell'angolo in tal modo individuato verrà espressa da un valore negativo. Allora, per esempio, il seguente angolo è positivo
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Grafico
mentre quello rappresentato in fig. 2 è identificato da una misura dell'ampiezza di segno negativo: in termini geometrici tradizionali (cioè con ampiezze appartenenti agli intervalli ricordati sopra) la loro somma fornisce invece l'angolo giro cioè un'ampiezza di
oppure ![]()
.
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Grafico
Come si vede, possiamo quindi individuare i due angoli nei quali viene suddiviso il piano, il primo (convesso in questo esempio) con una misura positiva, il secondo (nell'esempio, concavo) con una misura negativa. Poiché è possibile che il secondo lato dell'angolo ripassi più volte sul semiasse positivo delle ascisse ossia per il lato origine cioè "ruoti" attorno all'origine del sistema cartesiano, conveniamo di tener conto di tale eventualità nell'esprimere la misura dell'angolo in tal modo percorso. L'ampiezza dell'angolo potrà pertanto assumere qualsiasi valore positivo così come qualsiasi valore negativo. Difatti, ad ogni giro completo del secondo lato attorno all'origine
l'ampiezza dovrà aumentare di un valore pari a
(o
). L'animazione successiva mostra appunto come si debbano considerare angoli la cui misura sia maggiore di
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Animazione
o minore di
.
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Animazione
In definitiva, la convenzione appena introdotta ci permette di associare ad un qualsiasi numero reale α un angolo orientato ossia un angolo con lato origine sul semiasse positivo delle
di un sistema cartesiano e la cui ampiezza è espressa da un valore positivo o negativo a seconda che si debba ruotare in verso antiorario o orario per raggiungere il secondo lato ruotando, se necessario, anche più volte attorno all'origine. In termini un po' più formali abbiamo stabilito la funzione
Se al sistema cartesiano associamo pure una circonferenza
di raggio qualsiasi dato e di centro nell'origine, il secondo lato determina un punto
(ed uno solo) di intersezione con
cosicché in corrispondenza di un valore reale di
esiste un solo
. La corrispondenza qualitativa precedente si specifica quindi in
È immediato notare che tale funzione non può essere iniettiva: difatti è sufficiente riprendere il primo esempio (fig.1 e fig. 2) per vedere come al medesimo punto
(nelle figure evidenziato dal cerchietto nero) si possano associare già due valori distinti di
. Difatti in generale, se
individua un determinato angolo e quindi un punto
, viceversa questo stesso punto può essere individuato dall'insieme (numerabile) di valori
con
: ciascuno di questi valori differisce da
per un multiplo (positivo o negativo) di
, multiplo che descrive il numero di rotazioni complete attorno all'origine necessarie per "raggiungere"
a partire dallo stesso
.
Definizione della funzione seno di un angolo
Ad un sistema cartesiano isometrico
associamo quindi una circonferenza
di raggio
assegnato e sia
l'ampiezza di un angolo qualsiasi (nelle figure verrà considerato
: in tal caso la circonferenza viene identificata come la circonferenza goniometrica). Come detto, il secondo lato di tale angolo individua un punto
su
: sia
la proiezione sull'asse delle
di
,
quella sull'asse delle
.
Definiamo seno dell'angolo
il valore del rapporto
Definizione del seno di un angolo α
dove
(fig. 3) rappresenta la misura del segmento orientato di estremi
e
ed è pari all'ordinata del punto
(o anche alla componente del vettore
sull'asse
):
rappresenta quindi un valore che appartiene all'intervallo
.
è invece la lunghezza del segmento di estremi
e
oppure il modulo del vettore
(oppure, come detto, il raggio
della circonferenza
cui appartiene il punto
).
è espresso pertanto da un numero positivo (
) ed al variare di
su
rimane costante.
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Grafico
Variazione della funzione seno
Per come abbiamo esteso l'insieme delle ampiezze di un angolo riusciamo ad associare ad ogni valore reale
un punto
sulla circonferenza e quindi siamo pure in grado di calcolare il rapporto tra
e
ossia il valore di
. In tal modo disponiamo di una funzione che associa ad ogni
reale il valore
.
Ci chiediamo ora quale siano le caratteristiche di tale funzione, in particolare il suo grafico e il suo codominio. Faremo pertanto variare
su un insieme di valori reali
analizzando, dapprima qualitativamente, le variazioni del segmento orientato
e del suo rapporto con
.
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Animazione
L'animazione ci fa comprendere come all'aumentare di
da
al valore di
il seno aumenti raggiungendo il suo valore massimo,
, in corrispondenza di
. Per valori maggiori
diminuisce passando per il valore nullo quando
e assumendo valori negativi per
. Infine raggiunto il valore minimo
, la funzione ricomincia poi a crescere fino
. Il codominio appare quindi essere l'intervallo
.
Grafico della funzione seno e periodicità
Per visualizzare un grafico della funzione seno al variare di
è comunque necessario un approccio più preciso. Riporteremo quindi i valori dell'angolo
sull'asse della variabile indipendente di un sistema cartesiano e, in corrispondenza, associamo all'ordinata il valore di
. Per facilitare il riconoscimento del legame tra angolo e valore dell'ascissa riportiamo entrambi con lo stesso colore (blu) mentre per mostrare che l'ordinata è effettivamente il valore del seno corrispondente tracciamo la circonferenza goniometrica (quindi
e
) traslata di una unità nel verso delle ascisse negative per non interferire con il grafico. Abbiamo pertanto
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Animazione
Il grafico emerge ora con immediatezza e ci permette di riconoscere con facilità gli intervalli dove
è crescente
e dove invece risulta decrescente
. Appaiono confermati pure i valori dell'angolo in corrispondenza dei quali il seno assume i valori massimo,
, e minimo
così come il codominio
.
Possiamo infine dedurre un'altra importante proprietà della funzione seno e del suo grafico. Se estendiamo
a valori maggiori di
la configurazione geometrica del triangolo
(fig. 3) rimane inalterata e ciò evidentemente a seguito del modo con cui abbiamo esteso il dominio degli angoli. Di conseguenza la funzione
riprende gli stessi valori ma in corrispondenza di angoli diversi che differiscono dai precedenti per multipli di
. L'animazione seguente mostra quanto avviene per angoli nell'intervallo
.
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Funzioni con tale proprietà ossia tali da assumere i medesimi valori in corrispondenza di valori della variabile indipendente che differiscano per un certo valore
o suoi multipli interi, nel nostro caso
, verranno dette funzioni periodiche di periodo T. Per queste la definizione generale che si dà è
La funzione f è periodica con periodo T se e solo se
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Grafico
La figura 4 mette in evidenza che, pur essendo
ecc. le uguaglianze
sono, per la funzione seno, certamente vere. Pertanto in generale, vale l'identità
e possiamo concludere che la funzione seno rientra nella definizione data sopra ed è quindi periodica con periodicità
.
Definizione della funzione coseno di un angolo
Per quanto visto circa la funzione seno, la definizione della seconda funzione goniometrica fondamentale cioè del coseno di un angolo, discende abbastanza naturale. Si pone pertanto
Definizione del coseno di un angolo α
essendo
il segmento orientato (o componente "orizzontale" del vettore
) che individua l'ascissa di
nella circonferenza
di centro
e raggio
(fig. 5).
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Grafico
Variazione del coseno
Un'analisi qualitativa dell'andamento della funzione
per
basata sull'animazione seguente
permette di individuare già alcune interessanti caratteristiche.
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Animazione

Riconosciamo difatti che tale funzione risulta positiva quando
e in particolare assume il valore
in corrispondenza di
mentre vale
quando
. Questi rappresentano pure il valore massimo e, rispettivamente, minimo del codominio che pertanto è l'intervallo
. Appare inoltre decrescente in
e crescente in
mentre risulta
.
Grafico della funzione coseno e periodicità
Per ottenere il grafico del coseno procediamo nello stesso modo seguito per il seno: trasliamo (ma solo a livello grafico) la circonferenza goniometrica di un'unità negativa sull'asse orizzontale onde non interferire con lo sviluppo del grafico e codifichiamo con lo stesso colore (blu) l'angolo
percorso attorno all'origine e l'ascissa del punto (mobile) sul grafico del coseno. Poiché
la definizione si riduce a
cioè il coseno risulta pari all'ascissa del punto (di color nero) sulla circonferenza goniometrica e individuato dal secondo lato dell'angolo. Dato che intendiamo riportare in ordinata tale valore, eseguiamo una simmetria rispetto alla bisettrice del I e III quadrante, simmetria rappresentata nell'animazione seguente dal segmento tratteggiato: in tal modo il punto di color verde possiede ordinata pari a
. Con tale costruzione il punto mobile che descrive il grafico ha coordinate
: ne studiamo l'andamento per
.
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Per angoli esterni all'intervallo
la configurazione geometrica appena studiata si ripete inalterata suggerendo la periodicità pure della funzione coseno.
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Valgono di conseguenza le seguenti identità (fig. 6)
Istruzioni grafiche
Grafico
che sono casi particolari della più generale identità
che codifica la periodicità della funzione coseno con periodo
.
Definizione della funzione tangente di un angolo e periodicità
Sempre in riferimento alla circonferenza
associata ad un sistema cartesiano di origine
(fig. 7), definiamo la tangente di un angolo
come il rapporto
Definizione della tangente di un angolo ![]()
dove entrambi i segmenti coinvolti vanno interpretati come segmenti orientati ossia come le componenti del vettore
.
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Grafico
Da tale definizione discende immediatamente che la tangente non è definita quando
: i valori di
che individuano le posizioni del punto
con ascissa nulla sono:
che si possono riassumere in
. Pertanto il dominio della funzione tangente è l'insieme
Poiché inoltre si può dividere numeratore e denominatore del secondo membro della definizione per
, la tangente si può riscrivere identicamente come
non appena si siano tenute presenti le definizioni di
e
. Ne segue che
risulta pure definita dal rapporto del seno e del coseno del medesimo angolo.
Periodicità
Una seconda importante proprietà discende sempre dalla definizione. Per dimostrarla analizziamo la configurazione geometrica che si presenta quando si considerino angoli che differiscono per
: per esempio, in figura 8 , all'angolo
(in rosso) si associ l'angolo
(in verde).
Istruzioni grafiche
Grafico
È evidente che i triangoli rettangoli
e
sono congruenti (
) ma che
e
. Pertanto la tangente dell'angolo
che, per definizione, è
si può riscrivere come
Poiché tale relazione rimane valida qualsiasi sia l'angolo
potremo studiare la funzione tangente per valori appartenenti all'intervallo aperto
e poi estenderla, in base ad essa, in
. Ma più importante appaiono due osservazioni:
la prima consiste nel tener conto che ad
e agli angoli che differiscono da esso per multipli pari di
,
, si può associare la medesima configurazione (e ciò, come oramai sappiamo, equivale a
rotazioni complete attorno all'origine) per cui, di conseguenza, risulta
.
Seconda osservazione: a
si possono associare i valori
tali da differire da
per multipli dispari di
(difatti
è un numero dispari se
) e pure questi, per quanto dimostrato sopra, conducono ad una configurazione geometrica che fornisce lo stesso valore della tangente.
In definitiva qualsiasi sia il multiplo di
(pari o dispari) che lega
con
, risulta valida l'identità
Quest'ultima indentità stabilisce la periodicità della funzione tangente che pertanto, diversamente dal seno e coseno, possiede un periodo
.
Grafico della funzione tangente
Per lo studio del grafico della tangente in funzione di
manca ancora un elemento che ci permetterà di disporre di un significato più intuitivo e diretto del rapporto dato nella definizione. Costruiamo a tale scopo la retta tangente nel punto
alla circonferenza goniometrica (fig. 9) e prolunghiamo il secondo lato dell'angolo fino ad intersecare questa retta. Sia
il loro punto di intersezione.
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Grafico
Data la similitudine tra
e il fatto che
e
siano concordi come
e
, risulta
dove si è considerato che nella circonferenza goniometrica
. Possiamo pertanto reinterpretare la
come la lunghezza del segmento orientato
oppure anche come l'ordinata del punto
(oppure come la componente "verticale" del vettore
). È ora immediato rappresentarci qualitativamente la variazione della tangente in funzione dell'angolo: a partire da
(dove non è definita) all'aumentare di
aumenta pure la tangente che risulta un valore negativo per
. È poi
e quindi la funzione assume valori positivi sempre maggiori quando
, aumentando, si avvicina a
.
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Sfruttando l'interpretazione precedente possiamo ottenere un grafico più preciso non appena si disponga in ascissa l'angolo
in modo del tutto analogo a quanto fatto per le funzioni seno e coseno. In ordinata poniamo quindi
cioè, geometricamente, riportiamo il segmento orientato
. Per riconoscere più facilmente tale costruzione riportiamo in colore verde il punto
della precedente discussione e, in tratteggio, la retta tangente in
alla circonferenza goniometrica.
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Animazione
Appare quindi che il grafico della tangente tra
è sempre crescente e possiede due asintoti verticali dati dalle rette
. Osserviamo inoltre che, se
si avvicina a
assumendo valori sempre inferiori di tale valore (o anche "da sinistra"), la tangente assume valori positivi sempre maggiori: esprimiamo tale andamento con la scrittura informale
Allo stesso modo se
si avvicina a
essendo sempre maggiore di tale valore (o "da destra"), la tangente assume valori negativi sempre minori: informalmente esprimiamo ancora ciò con la scrittura
In base allo studio del grafico emerge pure il codominio di tale funzione: dato che il punto
(di color verde) può assumere qualsiasi posizione sulla retta tratteggiata, in corrispondenza la sua ordinata (cioè
) può assumere qualsiasi valore reale. Il codominio della funzione tangente coincide pertanto con
.
Visualizziamo infine il grafico della tangente in insiemi più estesi di
così da rendere evidente la sua (già dimostrata) periodicità. Si tenga presente che in corrispondenza dei valori
la funzione tangente non esiste (nella animazione seguente pertanto, gli asintoti
non appartengono al grafico della tangente).
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Animazione
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