Questo testo è una introduzione ad Internet ed ha lo scopo di familiarizzare il
lettore con i termini più comuni che si incontrano in quest'ambito informatico e
soprattutto con gli strumenti che permettono di accedere alle risorse presenti in rete.
L'occasione per la redazione è venuta da un corso di aggiornamento su queste tematiche
tenuto dall'autore, prof. Lorenzo Roi, ai colleghi dell'Istituto Tecnico Commerciale e
Liceo Scientifico "G. Pertile" di Asiago. Dell'originario obiettivo didattico
rimane quindi traccia nel titolo.
Il lavoro è strutturato in quattro parti principali, ciascuna delle quali costituisce un
documento di ipertesto collegato ai rimanenti dai numerosi rimandi. La quinta parte
presenta invece un glossario dei termini incontrati.
Di seguito appare l'indice di questa prima parte mentre l'indice complessivo viene
visualizzato stabilmente nel riquadro a sinistra (nel caso che si sia partiti dal file
Indice).
Tutti desiderano accedere ad Internet. Bisognerebbe essere sordi e ciechi per
non aver sentito parlare in questi ultimi anni di Internet. Gli indirizzi Web stanno diventando comuni non
solo nell'ambito informatico ma compaiono sempre più spesso negli stessi annunci
pubblicitari di molte aziende. Musei ed istituzioni pubbliche, quali università, scuole,
biblioteche, predispongono siti di accesso dove non solo presentano le attività che si
svolgono nel loro ambito ma anche mettono a disposizione degli utenti i loro dati per
rendere i loro servizi più efficaci e diffusi. Oramai ogni studente universitario dispone
di un proprio indirizzo di posta elettronica già dal primo anno di iscrizione.
Tuttavia, fino a poco tempo fa, la maggior parte degli accessi alla rete Internet,
avveniva tramite programmi con un'interfaccia basata sul solo testo. Era quindi necessario
conoscere un certo insieme di comandi, non sempre facili ed intuitivi, per accedere alle
risorse presenti. Così la rete era percorsa solo da ricercatori universitari o da esperti
di computer. Solo dal 1994 con l'avvento di Mosaic, il primo browser grafico, l'utente non fu più costretto ad
immettere oscuri comandi o a districarsi tra schermate piene zeppe di testo e numeri. Da
allora fu sufficiente puntare su un'icona dello schermo e fare un semplice clic con il
mouse per seguire i collegamenti proposti e quindi muoversi tra immagini e i più diversi
documenti.
Nota didattica
Diversamente da
altri precedenti lavori dove gli argomenti trovavano immediata applicazione in percorsi
didattici strutturati univocamente e traducibili in ben precisi insiemi di comandi, queste
pagine affrontano l'argomento "Internet" con un taglio decisamente più
generale. Ciascuno quindi, seguendo (si spera!) queste pagine, potrà in momenti
successivi, riprendere le diverse nozioni e realizzare così un proprio concreto percorso.
I comandi proposti presuppongono l'uso del browser Internet Explorer 3. Ad
ogni modo, azioni sostanzialmente simili si potranno intraprendere anche in altri
programmi come, per esempio, Netscape.
Requisiti
Come unico requisito, necessario per procedere con una certa agilità è la conoscenza di
una qualsiasi versione di Windows.
Obiettivi
In questa prima parte si intendono
| delineare i diversi significati del termine Internet e | |
| accennare nel contempo alla sua origine storica. |
Successivamente verrà spiegato
| cos'è il World Wide Web e presentate le | |
| tecniche di base per muoversi nell'ambito del Web. |
Dunque, che cos'è questa rete Internet della quale si parla tanto? Internet, dal punto di vista strettamente hardware, è
| una rete globale di reti di computer. |
Quando il proprio computer si collega ad Internet, un software particolare presente in
esso "inganna" Internet facendole accettare il computer come se fosse una parte
delle reti che compongono Internet stessa. In tal modo il singolo computer dell'utente
diviene letteralmente parte di Internet.
Ad un livello intermedio, la rete Internet può invece essere vista come
| l'insieme delle risorse presenti su ciascun computer e che risultano accessibili per mezzo dei collegamenti esistenti tra le diverse reti. |
Infine ad un livello ancora più elevato, Internet può essere considerata come
| una vasta raccolta di grandi librerie di informazioni, tutte disponibili in linea per potervi fare ricerche o per essere prelevate ed utilizzate. |
Quindi le risorse e le informazioni presenti in Internet sono disponibili per l'uso nel
lavoro, come parte di una ricerca personale e/o professionale, per la didattica, come
occasioni che possono favorire lo scambio di idee e il confronto di esperienze, oppure per
il semplice svago e curiosità.
A prescindere comunque, da come ciascuno di noi può vedere ed intendere Internet, il
fatto che individui, istituzioni e società possano condividere informazioni in vari punti
del mondo efficacemente e con relativa immediatezza, costituisce già di per se un valido
motivo di studio e confronto.
Per comprendere come Internet è stata creata, occorre risalire a trent'anni fa', al
cosiddetto periodo della "guerra fredda". I ricercatori militari statunitensi di
quel periodo si interessavano non solo al problema della sopravvivenza nel caso di una
guerra nucleare, ma anche alle conseguenze sulle comunicazioni se essa fosse scoppiata.
Essi immaginarono una rete di controllo e posti di comando ubicati nei singoli stati, che
sarebbero rimasti operativi nonostante attacchi diretti. Con questo progetto, l'Advanced
Research Project Agency (Ente Progetti di Ricerca Avanzata) del Dipartimento della
Difesa USA ha iniziato a lavorare su una rete di computer denominata ARPAnet durante gli anni '60.
I principi della rete erano semplici. Essa doveva funzionare partendo dal presupposto che
fosse inaffidabile, per poter fronteggiare il problema della possibile distruzione dei
collegamenti. Perciò, i controlli dovevano essere decentrati per ridurre al minimo e
circoscrivere gli eventuali punti di guasto. Si decise di adottare un modello di
comunicazione il cui sviluppo era già iniziato in Europa (al National Physics Lab
inglese) e che sarebbe poi diventato comune in molti altri sistemi di comunicazione: la
commutazione di pacchetto (IP, Internet
Protocol). Mediante questa tecnica, i messaggi e le informazioni vengono suddivisi
e inviati sulla rete in pacchetti separati. Un
pacchetto può considerarsi equivalente ad una busta. Ciascun pacchetto di dati doveva
contenere l'indirizzo della propria destinazione (oltre che quello di provenienza) e
poteva raggiungere il punto di destinazione attraverso l'itinerario più efficiente. Non
è nemmeno importante che tutti i pacchetti che compongono un determinato messaggio
rimangano uniti durante il percorso e non è nemmeno indispensabile che arrivino nella
sequenza giusta. Le informazioni che essi convogliano al proprio interno sono sufficienti
per ricostruire, una volta arrivati a destinazione, l'esatto messaggio originale,
indipendentemente dal percorso seguito da ciascuno dei suoi frammenti. Se quindi una parte
della rete fosse diventata non disponibile, i pacchetti avrebbero raggiunto ugualmente la
loro destinazione.
Anche se, a prima vista, la soluzione può sembrare inefficiente, il peso della
comunicazione veniva affidato agli stessi computer, piuttosto che alla rete di
comunicazione. Questo era il principio fondamentale che i progettisti avevano in mente: il
sistema non doveva affidarsi a un server centrale
(una macchina della rete che contiene o elabora dati per le altre macchine della rete).
Questa proposta collegava invece i computer come pari, attribuendo a ciascun
computer della rete uno stato uguale e consentendo a diversi tipi di computer di
comunicare tra loro, diminuendo l'importanza dell'infrastruttura delle comunicazioni. In
questo modo, anche se porzioni estese della rete fossero state distrutte, i dati veri e
propri avrebbero potuto ugualmente raggiungere la loro destinazione, poiché la rete non
si occupava del modo di arrivarci. Così avvenne che il Dipartimento della Difesa
commissionò la realizzazione iniziale di ARPAnet nel 1969.
Nel corso degli anni '70 e fino ai primi anni '80, l'ARPAnet ha continuato a
crescere, e sono intervenuti sviluppi tali da stimolare l'interesse per le reti e per
Internet. Sono stati creati altri servizi e grandi reti (come, ad esempio, Usenet e BITnet) e
la posta elettronica (e-mail) ha iniziato a essere
utilizzata ampiamente come strumento di comunicazione. Le reti locali (LAN) sono diventate sempre più diffuse nelle aziende e nelle
università, fino a che gli utenti non hanno più voluto collegare a Internet solo
computer determinati, ma intere reti locali (il che equivale a collegare tutti i computer
di un'organizzazione).
Oggi la rete Internet originaria, l'ARPAnet, non esiste più, essendo stata
sostituita nel 1986 da una nuova dorsale, la rete NSFnet
(National Science Foundation, Fondazione Scientifica Nazionale Americana).
La rete NSFnet ha cambiato definitivamente l'ambito di Internet, in quanto permette
che altre persone, oltre ai pochi appartenenti all'esercito, all'università e alle grandi
società, accedano ai centri di calcolo.
Insieme all'aspetto positivo, sono però arrivati anche gli svantaggi. Più persone che
utilizzano Internet significa aumento del traffico della rete, con rallentamento delle
risposte e con la necessità di adottare soluzioni migliori riguardo ai collegamenti.
Così si arriva al punto in cui ci si trova oggi, con la domanda che cresce in modo
esponenziale man mano che un numero sempre crescente di persone desidera collegarsi a
Internet e scopre questa come la "nuova frontiera" degli anni '90.
Quando un utente è collegato (oggi, per mezzo della sottoscrizione di un abbonamento con un fornitore locale di accesso, il provider) con la rete Internet ha la possibilità di fare diverse cose tra le quali:
| inviare, tramite la posta elettronica o più brevemente e-mail messaggi a colleghi, amici, associati che possono trovarsi all'altro capo del mondo. Il messaggio inviato generalmente arriva dopo pochi minuti al destinatario. | |
| Scambiare idee con altre persone nell'ambito di aree di discussione pubbliche, in lingua inglese (ma ve ne sono anche in italiano!), attraverso i newsgroup di Usenet. Questi interventi, diversamente dalla posta elettronica che è generalmente privata, vengono condivisi da chiunque usi la risorsa Usenet: sono pertanto interventi pubblici. | |
| Trasferire file sul proprio computer, prelevati da altri computer per mezzo di un particolare protocollo di comunicazione, il cosiddetto FTP, abbreviazione di File Transfer Protocol. Vi sono a tal fine giganteschi archivi di software a disposizione. | |
| Trascurando altre modalità, o protocolli, di collegamento come Telnet e il Gopher, la risorsa infine più recente e diffusa: attraverso le rete World Wide Web, la "ragnatela mondiale" di documenti, collegati tra loro per mezzo di riferimenti ipertestuali, è possibile visualizzare documenti, ricercare e prelevare dati, pubblicare lavori, muoversi tra le più diverse tipologie di archivi, fare acquisti. |
Prima di iniziare una tipica sessione di collegamento, conviene chiarire l'origine e la
struttura del World Wide Web spesso abbreviato in WWW, W3 o
semplicemente Web.
La struttura del Web è stata originariamente sviluppata per assistere i fisici del
CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare),
un'organizzazione di ricerca dotata di diversi laboratori, il principale dei quali si
trova a Ginevra, Svizzera. Il CERN è una delle istituzioni scientifiche più
grandi del mondo ed è costituita da due organizzazioni: il Laboratorio Europeo per la
Fisica delle Alte Energie, in Svizzera, e l'Organizzazione Europea per la Ricerca
Nucleare, in Francia. I fisici che vi lavoravano avevano la necessità di scambiare dati e
materiali di ricerca molto rapidamente con altri scienziati. La tecnologia Web
consentiva una stretta collaborazione tra i membri dei due gruppi di ricerca distribuiti
nel mondo attraverso un sistema che consente collegamenti
ipertestuali tra documenti depositati su computer
anche differenti.
Diversamente dai normali documenti, che contengono informazioni statiche in ogni pagina, i
documenti di ipertesto (com'è anche questo)
hanno al proprio interno collegamenti che consentono al lettore di saltare ad altre
informazioni relative a un argomento facendo (di solito) semplicemente clic con il mouse
sulla parola o sull'immagine che identifica l'argomento. Questo è il motivo per il quale
tali tipi di documenti sono detti ipertesti: il loro contenuto non è un semplice testo,
ma un ipertesto. L'ipertesto è ciò che rende possibile utilizzare, attraverso gli
opportuni programmi (nel nostro caso Internet Explorer), gli strumenti multimediali
e quindi accompagnare un testo con suoni, immagini, animazioni.
La rapida espansione del Web, iniziata nel 1994, può essere attribuita in buona
parte al suo uso intensivo dell'ipertesto. I documenti così strutturati, quando due o
più computer sono collegati in rete, vengono gestiti attraverso un particolare protocollo
HyperText Transfer
Protocol (HTTP) che non è altro che una
convenzione sulle modalità di scambio delle informazioni che avvengono tra i computer
collegati.
Parlando di che cosa si possa fare in Internet abbiamo incontrato il termine "protocollo" sia in corrispondenza del trasferimento
di file (FTP) sia nel caso, appena detto, dell'ipertesto. In effetti va tenuto ben
presente che ogni sessione Internet è gestita da un protocollo (ciò vale anche
per la posta elettronica, Usenet, Telnet, ...): si tratta solo di scegliere quale (anche se,
oramai, è quasi sempre l'HTTP).
Ma come si fa ad entrare in Internet, per esempio nel Web e cominciare a curiosare?
Detto in altro modo: chi gestisce i diversi protocolli?
È necessario disporre di uno strumento denominato browser.
Un browser è un programma installato sul proprio computer che, una volta
avviato permette lo scambio di informazioni con il computer remoto, seguendo le
convenzioni del protocollo scelto.
In particolare,
| il browser stabilisce e mantiene il contatto con il computer remoto (detto anche il server), | |
| legge i file resi disponibili dal server, | |
| visualizza il contenuto sul monitor locale, | |
| trasmette le richieste dell'utente al server. |
Nel caso del Web, il documento visualizzato è un documento ipertestuale che
contiene riferimenti (o puntatori) ad altri documenti che possono trovarsi sia sul
medesimo computer remoto sia su diversi server HTTP (cioè su altri computer
che dialogano attraverso il protocollo HTTP).
Questi puntatori sono detti anche link o collegamenti. Quando si seleziona un collegamento in
una pagina di ipertesto, il browser trasmette la richiesta al computer remoto che
risponde inviando le informazioni richieste. Il browser visualizza quindi sulla
macchina dell'utente (il client) il nuovo documento che
conterrà ancora ulteriori collegamenti.
Siccome la selezione di un collegamento con un clic del mouse risulta intuitiva ed
immediata, si capisce come sia facile muoversi nell'ambito del Web. Si capisce
anche come, dal lato dell'utente, il browser assuma un ruolo essenziale nel rendere
agevole la cosiddetta "navigazione".
Il primo browser
grafico fu, come detto, Mosaic seguito poi da Netscape che fu il primo browser
ad ampia diffusione. Visto il successo di Netscape la Microsoft entrò nel mercato
con il suo Internet Explorer. Oggi, questi ultimi due programmi sono giunti alla
versione 4 e sono pure quelli con la maggiore diffusione nell'ambito dell'utenza privata.
Noi useremo come browser, Internet Explorer.
Il World Wide Web è la parte più divertente ed immediata di Internet, oltre che ad essere la parte che attualmente presenta i ritmi di crescita più sostenuti. Per iniziare l'esplorazione del Web è opportuno familiarizzare con vari elementi di base. In particolare è necessario sapere
| il modo in cui possono essere visualizzate ed esplorate le singole pagine Web e inoltre | |
| si deve conoscere il funzionamento dei collegamenti ipertestuali nonché | |
| tener conto dell'azione associata ai pulsanti della barra degli strumenti del browser. |
Comunque per entrare nel Web va per prima cosa avviata la connessione ad Internet. Il modo di farlo dipende dal tipo di servizio Internet di cui si dispone ma generalmente consiste nella seguente procedura:
| composizione del numero telefonico del fornitore del servizio, il cosiddetto provider. Le modalità dipendono dal sistema operativo: se si usa Windows 3.1 va prima avviato un piccolo programma Winsock che gestisce le fasi iniziali, dalla composizione del numero telefonico all'entrata in Internet. Se invece il sistema operativo è Windows 95 allora le modalità sono leggermente diverse e passano attraverso l'attivazione di un breve sessione di Accesso Remoto. |
Va sottolineato che qui si presuppone che tutto il software necessario sia già stato
installato e predisposto con gli opportuni indirizzi del server del provider.
La procedura per far ciò è decisamente tecnica (anche se non particolarmente lunga) e
viene spesso realizzata a domicilio dal provider stesso o, in alternativa, vengono
fornite da questo all'utente tutte le informazioni necessarie per predisporre
correttamente il collegamento.
Comunque gli elementi fondamentali da conoscere sono:
| il numero telefonico necessario per collegarsi al provider, | |
| l'indirizzo Internet del server del provider. Tale indirizzo è costituito da 4 numeri separati da un punto, ad esempio 201.127.155.6, | |
| il proprio identificativo (UserID o anche nome dell'utente), | |
| la propria password, | |
| il proprio indirizzo di posta elettronica, | |
| l'indirizzo del server di posta elettronica. Alcuni provider utilizzano lo stesso server sia per la posta in entrata che per la posta in uscita. Altri provider sono dotati di un server per la posta in uscita (chiamato server SMTP) e di un altro per la posta in entrata (chiamato server POP3). | |
| se presente, l'indirizzo del server di Usenet o dei gruppi di discussione, i newsgroup. |
Attivato il collegamento telefonico,
| ci si deve "far riconoscere" cioè vanno immessi il proprio identificativo e la password concordata con il fornitore. Terminata questa fase, detta di login | |
| avviare il browser, nel nostro caso Internet Explorer. Se in Windows 3.1 è sufficiente aprire il gruppo di programmi relativo e fare un doppio clic sull'icona del browser. In Windows 95 basterà fare un doppio clic sull'icona presente sul desktop. |
Tutta questa procedura può all'occorrenza, essere del tutto automatizzata.
la pagina di apertura
Ci si trova (era ora!) nel Web e in particolare nella pagina di apertura, la home
page del provider. Questa costituisce generalmente, ma non necessariamente
la pagina dalla quale si inizia la navigazione in Internet. Si può considerarla come una
delle tante porte di ingresso al Web. In realtà, non è importante da dove si
inizia visto che tutti i punti sono interconnessi.
È possibile tornare a questa pagina in qualsiasi momento: è sufficiente
| fare un clic sull'icona Pagina iniziale che compare sulla barra sotto il menu principale. |
Visto che ci troviamo nella prima pagina Web va detto innanzitutto che le pagine
Web possono avere qualsiasi lunghezza. Di conseguenza le informazioni che rientrano
nello schermo sono, in genere, solo una parte di quelle contenute nella pagina. La
presenza delle barre di scorrimento (a destra e/o sotto) significa infatti che la pagina
è più estesa di quanto sia possibile visualizzare su uno schermo cosicché se le
informazioni non si trovano all'inizio della pagina, se ne dovrà scorrere il contenuto
tramite le barre di scorrimento.
Di conseguenza
è sempre consigliabile ingrandire al massimo la finestra del browser in modo da
farle occupare l'intero schermo. Questo consentirà di visualizzare la maggior quantità
possibile di informazioni. A tal fine
| fare clic sull'icona di ingrandimento in alto a destra della finestra del browser. |
i collegamenti ipertestuali
Il modo più semplice per navigare nel Web consiste nel seguire i collegamenti
ipertestuali (hyperlink). Si tratta di quelle piccole
parole sottolineate che collegano l'una all'altra tutte le pagine del Web. È
proprio in questo che consiste la natura non lineare del Web ed è proprio ai
collegamenti ipertestuali che si deve la facilità di navigazione nel Web. Basta
difatti un colpo d'occhio per vedere dove è possibile arrivare partendo da una
determinata pagina. Non è quindi più necessario seguire un percorso prestabilito per
spostarsi da un documento ad un altro ma si può seguire con naturalezza lo sviluppo dei
propri interessi.
Come detto si è in grado di distinguere l'ipertesto presente in un documento dal
fatto che esso appare evidenziato in colore e sottolineato. Spesso però i creatori
di pagine Web trasformano anche le immagini in un collegamento ipertestuale.
In ogni caso
quando si cerca di trovare i collegamenti in una pagina contenente numerose immagini e
testo, si deve fare attenzione all'aspetto del cursore. Quando il puntatore passa sopra ad
un collegamento ipertestuale, si trasforma in una piccola mano con l'indice puntato.
Vi è anche un altro tipo di collegamento ipertestuale grafico: le immagini a mappa.
Un'immagine a mappa è un particolare tipo di immagine che può portare a pagine Web
differenti a seconda del punto dell'immagine in cui si fa clic. Ad esempio, se l'immagine
rappresenta uno scaffale di libri, facendo clic su ciascun libro si potrebbe richiamare
una pagina Web differente.
In definitiva, grazie alla presenza dei collegamenti ipertestuali, lo spostamento da un
punto all'altro della rete Web è facilissimo. Basta
| fare un clic sul collegamento ipertestuale: ciascun collegamento ipertestuale punta a un altro documento, a un'altra immagine, a un altro suono ecc.; quando si fa clic su di esso, ci si porta rapidamente all'oggetto rappresentato dall'elemento sul quale si è fatto clic. |
Proviamo a
seguire alcuni link del sito cui siamo collegati o anche dei siti proposti alla fine della seconda parte di
questo corso: come si può vedere se ci si sposta nell'ambito del medesimo sito compare
generalmente un collegamento alla pagina di partenza o anche alla home page del
sito. È pertanto facile ritornare sui propri passi.
Per poter andare da un luogo a un altro, vi sono molte altre possibilità. Internet Explorer prevede infatti una serie di opzioni e pulsanti utili per "navigare" nel Web. Diamo pertanto uno sguardo alla finestra in cui vengono visualizzati i documenti. La quantità di elementi che questa finestra può presentare è decisa in fase di installazione oppure è modificabile in qualsiasi altro momento per mezzo delle voci menu Visualizza, Opzioni, .... Generalmente comunque appaiono i seguenti elementi (nella descrizione che segue si potranno riscontrare piccole differenze dovute alla versione del browser che si sta utilizzando):
| barra del titolo. Nella barra del titolo compare il nome della pagina visualizzata in quel momento. | |||||||||||||||||||
| barra dei menu. La barra dei menu è simile a quelle delle altre applicazioni Windows: fornisce all'utente una serie di menu a discesa. Se si porta il mouse sul menu e si fa clic su una voce del menu, compaiono le opzioni associate. | |||||||||||||||||||
| barra
degli strumenti. La barra degli strumenti permette di accedere alle funzioni di uso
più frequente. È come le altre barre degli strumenti di Windows, in quanto basta
fare clic sull'icona perché venga avviata l'operazione specificata. Inoltre non ci si
deve preoccupare se qualcuna di queste opzioni non è attiva in quanto il browser
riconosce il momento in cui può essere necessario disporre della funzione associata. Procedendo da sinistra a destra, il loro significato è il seguente:
Questi pulsanti, insieme ai
collegamenti ipertestuali, consentono di eseguire la maggior parte delle attività di
navigazione nel Web. |
|||||||||||||||||||
| barra di indirizzo. Qui compare l'indirizzo del documento corrente. Vedremo in seguito come sarà possibile modificarlo. | |||||||||||||||||||
| area di visualizzazione dei documenti. Si tratta della porzione principale dello schermo: è lo spazio nel quale vengono visualizzate le informazioni cercate nella rete Web. | |||||||||||||||||||
| barra di stato. La barra di stato si trova in fondo allo schermo. Abbiamo già detto che se si porta il cursore sull'area di visualizzazione dei documenti e si incontra un link il cursore assume la forma di una mano con un dito puntato. Contemporaneamente la barra di stato visualizza l'indirizzo (il cosiddetto URL, Universal Resource Locator, individuatore universale delle risorse) del collegamento. Se è in corso il trasferimento di un documento al computer dell'utente, su questa barra compaiono delle informazioni sulla progressione del trasferimento. | |||||||||||||||||||
| barre di scorrimento. Non sono altro che normali barre di scorrimento di Windows: compaiono sul lato dell'area di visualizzazione ed eventualmente nella parte inferiore, quando il documento è troppo grande per poter essere contenuto nella finestra. Fare clic sulle barre di scorrimento per poter vedere qualsiasi informazione che si trovi fuori dello schermo. |
Dopo aver
"navigato" per un po' non è infrequente ritornare sui propri passi. Lo stesso
succede se ci muoviamo entro una grande esposizione: ci si accorge che conveniva porre
maggior attenzione ad un certo elemento piuttosto che ad un altro cosicché si ritorna
indietro a rivederlo. Analogamente se vogliamo recuperare delle informazioni, trascurate
in un primo momento, Internet Explorer ci dà la possibilità di riprendere il
cammino da un punto già visitato. Difatti esso memorizza un elenco di ogni singola pagina
visitata e prende nota dell'indirizzo di tale pagina disponendolo in un elenco
cronologico.
È pertanto possibile tornare sui propri passi sfruttando la voce Cronologia. Vi
sono comunque due modi per "tornare sui propri passi".
Se la versione utilizzata di Internet Explorer è la 4, notata la piccola freccia
rivolta verso il basso che si trova a lato dei pulsanti Avanti e Indietro
| fare clic su tale freccia del pulsante Indietro: |
viene visualizzato un menu contenente i siti Web visitati durante la sessione
corrente. Questo breve elenco consente di spostarsi con rapidità in avanti e indietro
lungo i collegamenti che sono stati seguiti durante una determinata sessione. Se la
versione è precedente, questo stesso elenco si raggiunge tramite la voce di menu Vai:
nell'elenco delle voci appaiono gli ultimi 5 siti visitati.
Per ottenere invece un elenco completo dei siti visitati,
| fare clic sul pulsante Cronologia di cui si è parlato (versione 4) oppure per le versioni precedenti, Vai/Apri finestra Cronologia. |
Questo consente di richiamare con facilità tutti i siti precedentemente visitati. Per richiamare il sito voluto basta
| fare un clic sul collegamento o scorrere l'elenco. |
Siccome è possibile visualizzare un elenco dei siti visitati tempo addietro, ciò permette una notevole flessibilità nella navigazione. Inoltre poiché (nella versione 4) il riquadro Cronologia rimane aperto finché non lo si chiude esplicitamente, è anche possibile saltare con rapidità da un sito all'altro.
Una gran parte della gestione del viaggio nel Web consiste nel tener traccia
delle cose trovate e che sono apparse interessanti. Un modo per poter rivisitare ciò che
merita consiste nel salvare i file sul proprio disco (procedura che verrà chiarita nella seconda parte di questa introduzione). Ma
spesso, anziché trasferire il materiale che verrebbe ad occupare spazio prezioso e che
può variare continuamente, è conveniente contrassegnare l'indirizzo dove, in un altro
momento, eventualmente reperirlo. A tal fine Internet Explorer consente infatti di
definire dei siti Preferiti o pagine preferite ovvero luoghi di Internet che ci si
ritrova a frequentare con una certa frequenza. L'uso dell'elenco Preferiti (detto
anche dei bookmarks cioè dei segnalibri in Netscape) richiede due
sole operazioni, descritte in seguito.
aggiunta di nuovi elementi
Non è difficile aggiungere nuovi elementi all'elenco Preferiti. Basta richiamare
il sito desiderato e
| selezionare la voce del menu Preferiti e quindi | |
| selezionare Aggiungi seguito da | |
| il tasto di Invio. |
In alternativa, fare clic su Aggiungi a Preferiti.
D'ora in poi, facendo clic sul menu Preferiti o sull'icona Preferiti della
barra degli strumenti, sarà possibile visualizzare qualsiasi sito memorizzato.
Dopo un certo tempo, quando l'utente ha marcato come Preferiti numerose pagine Web,
troverà che l'elenco è divenuto di proporzioni ingombranti. Sarà pertanto necessario
riorganizzare in modo più efficace l'elenco creando delle cartelle. La scelta della voce
di menu Preferiti seguita dall'opzione Organizza Preferiti richiama una
finestra di dialogo che consente di creare nuove cartelle e di spostarvi gli elementi
memorizzati nell'elenco Preferiti (versioni 3 e 4).
Va ricordato
inoltre che, nella creazione di un riferimento ad un sito "preferito", non si
salva la pagina vera e propria, ma solo l'indirizzo URL
della pagina. Ciò significa che quando si rivisiterà la pagina trovata interessante,
essa potrà essere stata modificata. Questo può essere sia un vantaggio, in quanto si
potrebbe trovare materiale ancora più interessante, ma pure uno svantaggio, in quanto al
momento della visita successiva si potrebbe constatare che il materiale considerato
interessante è scomparso.
È ovviamente possibile uscire da Internet Explorer in qualsiasi momento. A tal fine è sufficiente
| se si stanno ricevendo dati e l'icona in alto a destra del browser è animata, fare clic sul pulsante Termina della barra degli strumenti. | |
| Per uscire dal programma, fare doppio clic sul pulsante di controllo posto nell'angolo superiore sinistro dello schermo oppure scegliere il comando File Chiudi nella barra del menu. Questa azione farà uscire da Internet Explorer riportando a Windows. | |
| Da notare che a questo punto, si è ancora collegati al proprio fornitore del servizio Internet. Occorre pertanto interrompere questo collegamento secondo le modalità appropriate e che dipendono dal sistema installato. Generalmente comunque, riportata in primo piano la finestra servita per la connessione, va scelta un'opzione tipo Disconnetti. |
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